Letho, la Città dalla Notte Perenne

“Sai, un tempo questa città non era l’immondezzaio putrido che vedi ora. Non c’erano bambini orfani sparsi ad ogni angolo ed oscurati da una foresta così densa di ipocrisia. C’era rispetto, onore e quel filo di umanità sufficiente a distinguerci dagli animali. Tuttavia, gli uomini devono pur adattarsi per sopravvivere, per mantenere l’ordine e, soprattutto, per difendersi da quelle bestie che un tempo erano come loro.”
~ Osvaldo
La prestigiosa città di Letho, eretta sul Secondo Altopiano ben prima della fondazione del Regno di Amestris, incarna forse più di tutte l’immagine di un equilibrio precario. Tre sono, infatti, le principali caratteristiche di Letho, anche detta la Città della Notte Perenne: prima fra tutte, un buio continuo causato secondo gli studiosi dai vapori dei Monti Estis, così scuri da coprire la luce del sole e delle lune. Secondo, una città benedetta dallo sfarzo e dal lusso, abitata da gran parte della nobiltà Amestriana. Giardini, ville magnifiche e qualunque tipo di passatempo costoso come il gioco d’azzardo, collezionismo sfrenato, tornei di carte e prestigiose battute all’asta sono un simbolo di notorietà per tutto il mondo. Terzo elemento, il più importante ma il meno considerato, è il crimine. Sotto il velo di ricchezza, il vero volto della città si può osservare nei bassifondi, dove bande e famiglie criminali fanno da padroni, incuranti delle leggi e delle autorità del “piano di sopra”. Così come i divertimenti prestigiosi sono materia della città alta, i bassifondi soddisfano tutto l’illecito immaginabile, dal contrabbando di armi agli omicidi su commissione. Qui nobiltà e criminalità convivono una affianco all’altra. La prima ignorando, più o meno deliberatamente, la seconda, e quest’ultima vivendo degli avanzi e dei vizi della prima. In mezzo ai due, stanno i pochi onesti dei bassifondi: mendicanti, orfani, prostitute, lavoratori alla giornata e mercanti incoscienti.
Amestris e il Consiglio dei Sette, ovvero i nobili che governano la città, tollerano da sempre questa situazione, considerandola il più delle volte come un male necessario ed intervenendo unicamente quando qualche criminale troppo ambizioso vuole turbare la vita tranquilla degli aristocratici.
